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ORGANO MINERALE
AZOTO A LENTO RILASCIO

L 'AZOTO E LE PIANTE

L’azoto è un elemento essenziale per le piante, è presente nelle proteine vegetali, nella clorofilla, negli acidi nucleici; condiziona lo sviluppo vegetale e il livello produttivo della coltura.  L’azoto viene assorbito prevalentemente in forma nitrica, ma nel terreno è presente anche nella forma ammoniacale, ureica e organica. Per questo motivo l’impiego di concimi organici azotati risulta fondamentale per garantire un apporto equilibrato e più efficiente. 

L’AZOTO E IL TERRENO

Minori emissioni e perdite per lisciviazione.

Nel terreno l’azoto si trova sia in forma organica, sia in forma inorganica o minerale. La forma organica è contenuta negli organismi viventi, nella sostanza organica indecomposta e nell’humus (cioè nella sostanza organica umificata).

Attraverso il processo di mineralizzazione l’azoto organico viene progressivamente trasformato in azoto ammoniacale e successivamente in azoto nitrico (assorbibile dalle piante). L’azoto minerale del terreno è costituito quasi esclusivamente dall’insieme dell’azoto presente sotto forma di ione nitrato ( azoto nitrico), di ione ammonio (azoto ammoniacale) e in misura nettamente inferiore di ione nitrito (azoto nitroso). L’azoto minerale nel suolo è soggetto a 4 macro attività: assorbimento radicale, assorbimento da parte dei microrganismi, denitrificazione e perdita in atmosfera, trasporto nelle acque e perdita per lisciviazione. Gli ultimi 2 processi sono negativi per l’agricoltore e l’ambiente.

La forma nitrica viene assorbita velocemente dalle piante ed i risultati sono evidenti nel breve periodo. Purtroppo ha il grave difetto di presentare un’elevata dilavabilità, diventando inutilizzabile per le piante ed andando ad inquinare la falda acquifera. La forma ammoniacale viene trasformata in azoto nitrico. In questo caso si hanno perdite in forma gassosa (NOx), anche con temperature non elevate, che causano diminuzioni di disponibilità. Nella forma ureica, l’azoto deve essere convertito nella forma ammoniacale, e i tempi più o meno lunghi sono condizionati soprattutto dalla temperatura. Se il concime ureico non viene interrato, anche in questo caso le perdite sono in forma gassosa. Per i motivi citati, l’efficienza agronomica del fertilizzante minerale in presenza di colture è pari al 50% dell’elemento distribuito. L’azoto in forma organica, diventa disponibile per la pianta dopo un processo di mineralizzazione. I tempi di rilascio sono dipendenti dalla temperatura e dall’attività della microbica del terreno, e possono essere molto lunghi. Da qui nasce l’esigenza di utilizzare organo-minerali con azoto capaci di ridurre le perdite e migliorare l’efficienza nutrizionale.

L’AZOTO ORGANO-MINERALE

I Concimi Organo-Minerali a matrice umificata sono caratterizzati da Azoto organico apportato con matrici proteiche e Azoto minerale protetto dalle matrici UMIFICATE con triplice funzione: proteggere da lisciviazione e perdite gassose, aumentare l’efficienza di uso (>70%), nutrire la popolazione microbica della rizosfera della pianta. Queste caratteristiche sono state molto ben descritte dall’organismo tecnico scientifico del Mipaaf nelle linee guida nazionali di produzione integrata, con l’attribuzione della definizione “azoto a rilascio graduale” ed equiparati ai concimi a lenta cessione. Questa combinazione rende gli organo minerali con azoto una soluzione avanzata per una nutrizione più stabile e sostenibile.

Abbiamo valutato queste tematiche tramite uno studio eseguito dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, mettendo a confronto un Organo-Minerale azotato (Azotop 30) rispetto al concime minerale di riferimento (Urea). Le analisi delle emissioni gassose azotate sono state  misurate per mezzo di un detector fotoacustico mentre la determinazione della cinetica di rilascio dell’azoto inorganico è stata effettuata con il metodo Stanford e Smith. Come riportato dai grafici a fianco, i dati ottenuti dalla sperimentazione del DISTAL -Università di Bologna (Prof. Cavani) evidenziano che gli OMF SCAM hanno performance migliorative rispetto al riferimento minerale (urea) sia per le emissioni in atmosfera che per le perdite per lisciviazione. Un risultato che conferma l’efficacia dei concimi organici azotati nel ridurre l’impatto ambientale e migliorare la disponibilità dell’elemento.

DISPONIBILITÀ DI AZOTO PER LA PIANTA - Prova azoto marcato su mais

Dalla prova eseguita nell’azienda sperimentale del CREA – Roma, (Dott.ssa Anna Benedetti) si sono analizzate le perdite di azoto nell’acqua di percolazione di lisimetri contenenti piante di mais, dopo un apporto paritario di 260 unità fertilizzanti di azoto in forma Minerale e OMF.

La prova è stata condotta utilizzando formulati commerciali e formulazioni prototipali utilizzando AZOTO MARCATO (isotopo 15N). Durante il decorso del test sono state eseguite simulazioni di pioggia e verificato il processo di lisciviazione dell’azoto, che è stato tra l’altro influenzato dalla temperatura del suolo. Infatti, all’aumentare della temperatura, ha corrisposto un innalzamento del quantitativo di azoto rilasciato, in tutte le tesi fertilizzate.

A fine prova si è rivelato evidente la maggiore lisciviazione nella tesi trattata con il fertilizzante minerale rispetto alla tesi SCAM: dall’analisi dell’azoto lisciviato si è rilevato un minore quantitativo di N totale rilasciato nella tesi fertilizzata con Organo-Minerale rispetto a quella trattata con fertilizzante minerale (15% c.a. in meno); valore in linea con le sperimentazioni condotte in passato dal CREA, le quali attribuiscono al fertilizzante Organo-Minerale un’efficienza d’uso di azoto variabile tra il 15 e 30% maggiore rispetto a fertilizzanti tradizionali. L’andamento della prova ha dimostrato la sostanziale equivalenza dei prototipi marcati con isotopo 15N rispetto ai fertilizzanti commerciale.

I risultati ottenuti evidenziano una doppia valenza agronomica: minori perdite nell’acqua di lisciviazione e maggiore disponibilità dell’azoto per lo sviluppo della pianta. Infatti, si è osservata anche una migliore prestazione ambientale dell’ Organo-Minerale grazie alla maggiore disponibilità dell’elemento per la coltura nel periodo di prova (azione non a pronto effetto) e una maggiore carica microbica, che ha consentito di ottenere una rimobilizzazione della fertilità residua, come confermato dagli studi su vigneto sempre eseguiti dal CREA nel 2014. Questi dati rafforzano ulteriormente il valore degli organo minerali con azoto come scelta strategica per una fertilizzazione più efficiente e sostenibile.

Prova azoto marcato su Lolium

Una SECONDA PROVA è stata condotta in serra non climatizzata, presso la sede del CREA di Roma (Dott.ssa Anna Benedetti) su terreno noto per verificare le perdite azotate e la conseguente disponibilità dell’elemento nel tempo per la coltura.

La prova è stata condotta utilizzando formulati commerciali e formulazioni prototipali utilizzando AZOTO MARCATO (isotopo 15N), apportando una quantità di azoto pari a 160 kg/ha (pari al fabbisogno colturale del Lolium coltivato in vaso). Si sono simulate piogge prendendo come riferimento la media pluviometrica mensile degli ultimi 5 anni e apportando la quantità totale in 3 innaffiature. Stati effettuati dei prelievi per tutte le repliche delle tesi a tempo zero e tempo finale (fine coltura dopo 4 mesi) per la determinazione dell’azoto totale. Il controllo, come prevedibile dopo 4 mesi aveva il contenuto più basso (anche dal punto di vista statistico), seguito dalla tesi Minerale.

La tesi migliore è risultata quella Organo-Minerale con una percentuale di N aumentata a fine prova. La componente biologica del suolo fornisce una chiave di lettura per la spiegazione del migliore utilizzo dell’azoto nel sistema suolo-pianta a seguito di concimazione con Organo-Minerali: di fatto la maggiore presenza di microrganismi utili determina una disponibilità graduale e a lungo termine dell’Azoto per la pianta.