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L'esperto risponde

Febbraio 9, 2026

Cosa bisogna sapere per effettuare il calcolo del concime da apportare alle piante

Quando si deve scegliere un concime da utilizzare, come prima cosa NON BISOGNA FERMARSI AD UNA VISIONE SUPERFICIALE della composizione e delle unità fertilizzanti riportate in etichetta. Infatti, bisogna verificare le unità fertilizzanti realmente utilizzabili dalle piante. Questo è il punto di partenza per calcolare il dosaggio dei concimi in modo corretto ed evitare sprechi. Grazie al coefficiente definito dall’ISNP si riuscirà a conoscere la performance del concime e definirne in modo più attento, da un punto di vista agronomico e ambientale, il dosaggio corretto da apportare alla coltura. Comprendere questi parametri è fondamentale per chi desidera calcolare il dosaggio dei fertilizzanti con precisione e ottenere una nutrizione equilibrata.

Come si può notare dalla tabella a fianco, il concime minerale, anche se sulla carta apporta un elevato quantitativo di Unità Fertilizzati totali (UF 41) rispetto a quelle del concime Organo-Minerali (UF 30), all’atto pratico i nutrienti totali realmente disponibili per la pianta sono molto minori (UFU 15.5) rispetto a quelle apportate con l’Organo-Minerale a matrice umificata (UFU 19.3). Questo esempio dimostra quanto sia importante calcolare il dosaggio dei concimi basandosi sulle unità realmente utilizzabili e non solo sui valori dichiarati in etichetta.

In sintesi per soddisfare le asportazioni di una coltura, ad esempio un vigneto, con gli Organo-Minerali si potranno ridurre le UF da apportare al terreno del 20-30%, con impatto positivo sia di tipo agronomico che ambientale. Una corretta metodologia per calcolare il dosaggio dei fertilizzanti permette quindi di ottimizzare la resa, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la gestione nutrizionale della coltura.