Quando si deve scegliere un concime da utilizzare, come prima cosa NON BISOGNA FERMARSI AD UNA VISIONE SUPERFICIALE della composizione e delle unità fertilizzanti riportate in etichetta. Infatti, bisogna verificare le unità fertilizzanti realmente utilizzabili dalle piante. Questo è il punto di partenza per calcolare il dosaggio dei concimi in modo corretto ed evitare sprechi. Grazie al coefficiente definito dall’ISNP si riuscirà a conoscere la performance del concime e definirne in modo più attento, da un punto di vista agronomico e ambientale, il dosaggio corretto da apportare alla coltura. Comprendere questi parametri è fondamentale per chi desidera calcolare il dosaggio dei fertilizzanti con precisione e ottenere una nutrizione equilibrata.
Come si può notare dalla tabella a fianco, il concime minerale, anche se sulla carta apporta un elevato quantitativo di Unità Fertilizzati totali (UF 41) rispetto a quelle del concime Organo-Minerali (UF 30), all’atto pratico i nutrienti totali realmente disponibili per la pianta sono molto minori (UFU 15.5) rispetto a quelle apportate con l’Organo-Minerale a matrice umificata (UFU 19.3). Questo esempio dimostra quanto sia importante calcolare il dosaggio dei concimi basandosi sulle unità realmente utilizzabili e non solo sui valori dichiarati in etichetta.
In sintesi per soddisfare le asportazioni di una coltura, ad esempio un vigneto, con gli Organo-Minerali si potranno ridurre le UF da apportare al terreno del 20-30%, con impatto positivo sia di tipo agronomico che ambientale. Una corretta metodologia per calcolare il dosaggio dei fertilizzanti permette quindi di ottimizzare la resa, ridurre l’impatto ambientale e migliorare la gestione nutrizionale della coltura.

